estratto dalla
Domanda di modifica ai sensi dell’articolo 9
«PECORINO TOSCANO»
N. CE: IT-PDO-0117-0020-09.07.2004
4. Disciplinare:
(sintesi dei requisiti di cui all’articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 510/2006)
4.1. Nome:
«Pecorino Toscano»
4.2. Descrizione:
il Pecorino Toscano è un formaggio di latte intero di pecora proveniente dalla zona di produzione, a pasta tenera o semi — dura e di caratteristica consistenza (mantecata), di breve e lunga stagionatura a seconda sia utilizzato da tavola o da grattugia, di forma cilindrica a facce piane con scalzo leggermente convesso, con le seguenti dimensioni: diametro delle facce da 15 a 22 cm, altezza dello scalzo da 7 a 11 cm, del peso da 0,75 a 3,50 Kg, avente un contenuto di grasso sulla sostanza secca, per il prodotto a pasta semidura non inferiore al 40 % e per il prodotto a pasta tenera non inferiore al 45 %. La crosta si presenta di colore giallo con varie tonalità fino al giallo carico nel tipo a pasta tenera; il colore della crosta può eventualmente dipendere dai trattamenti subiti; il colore della pasta è caratterizzato dal colore bianco leggermente paglierino per il tipo a pasta tenera, dal colore leggermente paglierino o paglierino per il tipo a pasta semi dura. La pasta presenta una struttura compatta e tenace al taglio per
il tipo a pasta semidura, con eventuale minuta occhiatura non regolarmente distribuita. Il sapore è fragrante, accentuato caratteristico delle particolari procedure di produzione. Il periodo di maturazione è di almeno 20 giorni per il tipo a pasta tenera e deve essere non inferiore a quattro mesi per il tipo a pasta semidura.
4.3. Zona geografica:
la zona di produzione del Pecorino Toscano comprende l’intero territorio della Regione Toscana, l’intero territorio dei contigui comuni di Allerona e Castiglione del Lago, ricadenti nella Regione Umbria, e l’intero territorio dei comuni di Acquapendente, Onano, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli, Valentano, Farnese, Ischia di Castro, Montefiascone, Bolsena, Capodimonte, ricadenti nella regione Lazio.
4.4. Prova dell’origine:
Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata documentando per ognuna gli input (prodotti in entrata) e gli output (prodotti in uscita). In questo modo e attraverso l’iscrizione in appositi elenchi, gestiti dall’organismo di controllo, degli allevatori, dei centri di raccolta, dei produttori/stagionatori,
dei caseifici, dei confezionatori e dei porzionatori, nonché la tenuta di registri di produzione e condizionamento e la denuncia alla struttura di controllo delle quantità prodotte, è garantita la tracciabilità e la rintracciabilità del prodotto. Inoltre, il quantitativo di latte prodotto, nonché gli ovini da cui deriva la materia prima devono essere soggetti a controllo funzionale. Devono essere sempre
aggiornati i registri degli ovini allevati, dai quali si deve desumere il numero totale di capi in allevamento.
Deve essere tenuto, inoltre, un registro di produzione/scarico latte in merito alla quantità di latte prodotta. All’interno dei caseifici deve esserci identificazione dei serbatoi di stoccaggio, separazione del latte idoneo alla produzione di «Pecorino Toscano» da quello non idoneo, nonché registrazione di stoccaggio e di movimentazione latte. Deve essere anche tenuto un registro di produzione di Pecorino Toscano. Tutte le persone fisiche e giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, saranno assoggettate al controllo da parte dell’organismo di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di controllo.
4.5. Metodo di ottenimento:
Il Pecorino Toscano deve essere prodotto esclusivamente con latte di pecora intero proveniente dalla zona di produzione. L’alimentazione base del bestiame ovino deve essere costituita da foraggi verdi o affienati derivati da pascoli naturali della zona con eventuali integrazioni di fieno e di mangimi semplici
concentrati. Il latte deve essere coagulato ad una temperatura compresa tra i 33 e i 38 con aggiunta di caglio di vitello onde ottenere la coagulazione del latte entro 20-25 minuti. Il latte può essere utilizzato crudo o può subire un trattamento termico fino alla pastorizzazione e può essere inoculato con colture
di fermenti lattici autoctoni, naturali o selezionati. Nella lavorazione del formaggio si provvede alla rottura della cagliata fino a che i grumi abbiano raggiunto le dimensioni di una nocciola per il formaggio a pasta tenera, e di un chicco di granoturco per quello a pasta semidura. Per la preparazione
di quest’ultimo la cagliata potrà altresì essere sottoposta ad un trattamento termico (cottura) a 40-42 per 10-15 minuti. Dopo la rottura e l’eventuale cottura, la cagliata viene messa in apposite forme per lo sgrondo del siero. Lo spurgo o sineresi viene effettuato tramite pressatura manuale oppure con stufatura a vapore. La salatura è effettuata in salamoia al 17-19 % di cloruro di sodio, pari a 15-17° Baumé. La permanenza, riferita a Kg di peso, è di almeno 8 ore per il pecorino a pasta tenera e di almeno 12-14 ore per il pecorino a pasta semidura. La salatura può essere eseguita anche con l’aggiunta diretta di sale. Il formaggio può essere trattato esternamente con un antimuffa e deve essere maturato in idonee celle ad una temperatura di 5-12 °C con umidità relativa del 75-90 %. Il periodo di maturazione è di almeno 20 giorni per il tipo a pasta tenera e deve essere non inferiore a 4 mesi per il tipo a pasta semidura.
La zona di origine del latte, di produzione e di stagionatura del Pecorino Toscano devono avvenire nell’area di produzione individuata al punto 4.3.
4.6. Legame:
Il formaggio di antichissima origine, la cui presenza fin da epoca etrusca è oggetto di numerose testimonianze storiche, si è diffuso nei secoli nell’area denominata «Maremma», in prevalenza situata nella regione Toscana. Tradizionalmente il prodotto veniva designato con nomi riferiti alla provenienza
geografica, ovvero con la denominazione più generale di «toscano». Nel tempo, date le caratteristiche sostanzialmente comuni, si è configurato sia un unico standard produttivo, sia una designazione etimologicamente relativa alla prevalente matrice storica e geografica. Per i fattori naturali, si segnalano
le particolari caratteristiche delle zone destinate all’allevamento ovino, anche allo stato brado, con utilizzo di pascoli naturali, ricchi di essenze spontanee che conferiscono particolari qualità al latte destinato alla trasformazione casearia. Per i fattori umani, oltre alla rilevanza economica storicamente riscontrabile, si segnala che le aziende pastorali interessate si caratterizzano per gli aspetti sociologici legati allo sfruttamento dei territori cosiddetti marginali, altrimenti destinati ad un progressivo abbandono e depauperamento delle risorse naturali.
4.7. Organismo di controllo:
Nome: Certiprodop S.r.l.
Indirizzo: Via Roggia Vignola 9
24047 Treviglio (BG)
ITALIA
Tel. +39 0363301014
Fax +39 0363301014
e-mail: certiprodop@virgilio.it
4.8. Etichettatura:
Il prodotto è immesso al consumo munito di apposito contrassegno costitutivo della denominazione di origine. Il marchio viene apposto sullo scalzo della forma, ad inchiostro sul formaggio a pasta tenera ed a caldo sul formaggio a pasta semidura. Sulle porzioni preconfezionate la marchiatura viene effettuata
sulla confezione, purché avvenga in zona di origine. Il Pecorino Toscano porzionato può essere confezionato fuori dalla zona di origine e deve riportare il marchio sullo scalzo apposto dal caseificio o dallo stagionatore. I confezionatori devono comunque stipulare una convenzione con il Consorzio di tutela. La sigla riportata sotto il logo identifica il produttore/stagionatore/porzionatore certificato dall’organismo di controllo che provvede all’immissione in commercio del Pecorino Toscano. Sulle forme o sulle confezioni è presente una etichetta, autorizzata dal Consorzio di tutela, con la scritta Pecorino Toscano D.O.P. o Pecorino Toscano D.O.P. stagionato di maggior rilievo ed evidenza rispetto
a tutte le altre riportate in etichetta, sia in termini di dimensioni che di caratteri e di posizione, con il marchio a colori, riportato una o più volte, nelle dimensioni minime di 15 mm.
Marchio da apporre sulle forme o sulle confezioni di porzionato
La prima cifra indica la tipologia a cui appartiene chi effettua l’immissione in commercio: da 1 a 3 caseifici; da 4 a 6 stagionatori; da 7 a 9 porzionatori residenti in zona.
La seconda e terza cifra identificano il numero del caseificio/stagionatore/porzionatore il cui prodotto è controllato dall’organismo di controllo.
Marchio da apporre sulle etichette
Può essere utilizzato nei colori verde bandiera, bianco e rosso bandiera o ad un colore.
C 188/34 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 11.8.2009
sabato 20 marzo 2010
venerdì 5 marzo 2010
DA GRINZANE A PARIGI IN DIFESA DEL GUSTO
COMUNICATO STAMPA
DA GRINZANE A PARIGI IN DIFESA DEL GUSTO
IL PRESIDENTE DELLE AOC CHARLES ARNAUD DICHIARA APPOGGIO E CONDIVISIONE PER IL PROGETTO DELL’ONAF IN DIFESA DEI SAPORI CASEARI E DEI CONSUMATORI – IL MONDO CASEARIO FRANCESE ACCETTA LE MOTIVAZIONI ONAF E SOTTOSCRIVE IL SUO “MANIFESTO”.
L’Onaf, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi, ha ufficialmente presentato il suo “Manifesto in difesa della qualità riconoscibile dal gusto” a Parigi presso il Salon du Fromage et des Produits Laitieres all’interno della Fiera Agricola più importante d’Europa che si tiene in questi giorni a Porte de Versailles. Invitati come giuria al Concours general Agricole che determina le eccellenze casearie francesi per il 2010, Piercarlo Adami, Elio Ragazzoni ed Enrico Surra hanno colto l’occasione per presentare il documento che l’Associazione ha stilato in difesa di una inoppugnabile esigenza del consumatore: la considerazione del gusto come parametro riconosciuto di valutazione qualitativa.
Il concetto può apparire scontato, ma non lo è per nulla. Di gusto si parla sempre ma nella realtà i controlli e le garanzie del formaggio si fermano alla prima parte della sua filiera produttiva. Di fatto il consumatore non ha al momento dell’acquisto alcuna certezza che gli salvaguardi una sensazione gustativa di eccellenza, pur essendo garantito in tutti gli altri aspetti produttivi.
“Qualità anche in bocca” è il messaggio che l’Onaf lancia con l’intenzione di far sottoscrivere un problema che continua ad essere sottostimato.
Il presidente delle Aoc francesi, le analoghe delle nostre dop, Jean Charles Arnaud ha accolto con simpatia ed entusiasmo il messaggio dell’Onaf affermando che «Si deve sottoscrivere la proposta del controllo sempre più preciso e professionale del gusto che l’Onaf sta portando avanti con determinazione» ed ha promesso sostegno e interessamento per una battaglia in favore dei riconoscimenti sensoriali che deve essere considerata in ogni parte d’Europa.
Il presidente Onaf Pietro Carlo Adami ha sottolineato come: « Venti anni di attività Onaf al servizio del formaggio, del suoi sapori e della sua qualità non potevano non sfociare in una richiesta gustativo-sociale in difesa di tutti coloro che il formaggio lo consumano. Inaccettabile deve essere il fatto che sul mercato possano giungere prodotti tecnicamente garantiti come eccellenti ma che all’assaggio risultano semplicemente banali».
Quale metro di giudizio immediato ha il consumatore per un prodotto che dovrà mangiare? Le sensazioni che riceve al momento del consumo, non c’è dubbio. Ben vengano quindi i sacrosanti, necessari e insostituibili controlli di filiera del cammino che ha portato un formaggio al momento del suo acquisto, ma si pensi anche a garantire caratteristiche gustative certe e controllate della porzione di prodotto che l’acquirente si porta a casa pagato e impacchettato.
Il manifesto in difesa del gusto, presentato al termine delle manifestazioni per il ventennale dell’Onaf si dimostra valido e condiviso strumento per favorire maggiori attenzioni legislative in difesa del consumatore.
Il vicepresidente Elio Ragazzoni, tra i primi entusiasti promotori del progetto, conferma: «Dobbiamo impegnarci a pretendere una qualità nel piatto e non solo, come sovente avviene, determinata anticipatamente sulla carta senza avere riscontri reali al consumo. Bisogna poter riconoscere il formaggio che si mangia».
Per eventuali precisazioni 3388922518 – Elio Ragazzoni
Scarica il Manifesto
DA GRINZANE A PARIGI IN DIFESA DEL GUSTO
IL PRESIDENTE DELLE AOC CHARLES ARNAUD DICHIARA APPOGGIO E CONDIVISIONE PER IL PROGETTO DELL’ONAF IN DIFESA DEI SAPORI CASEARI E DEI CONSUMATORI – IL MONDO CASEARIO FRANCESE ACCETTA LE MOTIVAZIONI ONAF E SOTTOSCRIVE IL SUO “MANIFESTO”.
L’Onaf, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi, ha ufficialmente presentato il suo “Manifesto in difesa della qualità riconoscibile dal gusto” a Parigi presso il Salon du Fromage et des Produits Laitieres all’interno della Fiera Agricola più importante d’Europa che si tiene in questi giorni a Porte de Versailles. Invitati come giuria al Concours general Agricole che determina le eccellenze casearie francesi per il 2010, Piercarlo Adami, Elio Ragazzoni ed Enrico Surra hanno colto l’occasione per presentare il documento che l’Associazione ha stilato in difesa di una inoppugnabile esigenza del consumatore: la considerazione del gusto come parametro riconosciuto di valutazione qualitativa.
Il concetto può apparire scontato, ma non lo è per nulla. Di gusto si parla sempre ma nella realtà i controlli e le garanzie del formaggio si fermano alla prima parte della sua filiera produttiva. Di fatto il consumatore non ha al momento dell’acquisto alcuna certezza che gli salvaguardi una sensazione gustativa di eccellenza, pur essendo garantito in tutti gli altri aspetti produttivi.
“Qualità anche in bocca” è il messaggio che l’Onaf lancia con l’intenzione di far sottoscrivere un problema che continua ad essere sottostimato.
Il presidente delle Aoc francesi, le analoghe delle nostre dop, Jean Charles Arnaud ha accolto con simpatia ed entusiasmo il messaggio dell’Onaf affermando che «Si deve sottoscrivere la proposta del controllo sempre più preciso e professionale del gusto che l’Onaf sta portando avanti con determinazione» ed ha promesso sostegno e interessamento per una battaglia in favore dei riconoscimenti sensoriali che deve essere considerata in ogni parte d’Europa.
Il presidente Onaf Pietro Carlo Adami ha sottolineato come: « Venti anni di attività Onaf al servizio del formaggio, del suoi sapori e della sua qualità non potevano non sfociare in una richiesta gustativo-sociale in difesa di tutti coloro che il formaggio lo consumano. Inaccettabile deve essere il fatto che sul mercato possano giungere prodotti tecnicamente garantiti come eccellenti ma che all’assaggio risultano semplicemente banali».
Quale metro di giudizio immediato ha il consumatore per un prodotto che dovrà mangiare? Le sensazioni che riceve al momento del consumo, non c’è dubbio. Ben vengano quindi i sacrosanti, necessari e insostituibili controlli di filiera del cammino che ha portato un formaggio al momento del suo acquisto, ma si pensi anche a garantire caratteristiche gustative certe e controllate della porzione di prodotto che l’acquirente si porta a casa pagato e impacchettato.
Il manifesto in difesa del gusto, presentato al termine delle manifestazioni per il ventennale dell’Onaf si dimostra valido e condiviso strumento per favorire maggiori attenzioni legislative in difesa del consumatore.
Il vicepresidente Elio Ragazzoni, tra i primi entusiasti promotori del progetto, conferma: «Dobbiamo impegnarci a pretendere una qualità nel piatto e non solo, come sovente avviene, determinata anticipatamente sulla carta senza avere riscontri reali al consumo. Bisogna poter riconoscere il formaggio che si mangia».
Per eventuali precisazioni 3388922518 – Elio Ragazzoni
Scarica il Manifesto
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Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi
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martedì 2 marzo 2010
Percorso fra i Formaggi
Alessandra Matteucci della Gastronomia Tempestini di Prato ci propone:
"Percorso fra i Formaggi"
con Renato Brancaleoni affinatore di formaggi.
La cena si terrà Venerdì 12 Marzo 2010 alle ore 20.30 presso il Circolo I Ciliani, Via Benincasa 6 (traversa di Via de Ciliani).
Il Menù della serata:
piccola entrata con piadina e squaquerone
carpaccio di carciofo toscano con scaglie di pecorino
Gnocchi di patate al castelmagno (2 anni di stagionatura con erborinatura spontanea)
piatto di formaggi (6 soggetti) per un viaggio attraverso l'italia dai sapori unici i sapori diversi
4 formaggi a latte crudo di forte personalità a disposizione di chi vuole provare una ulteriore emozione…
Dessert
Tutto accompagnato da birre artigianali prodotte da Real Beer di Franco Fratoni – Firenze
Costo della serata 30,00 euro, è necessaria prenotazione presso Gastronomia Tempestini 0574466671
"Percorso fra i Formaggi"
con Renato Brancaleoni affinatore di formaggi.
La cena si terrà Venerdì 12 Marzo 2010 alle ore 20.30 presso il Circolo I Ciliani, Via Benincasa 6 (traversa di Via de Ciliani).
Il Menù della serata:
piccola entrata con piadina e squaquerone
carpaccio di carciofo toscano con scaglie di pecorino
Gnocchi di patate al castelmagno (2 anni di stagionatura con erborinatura spontanea)
piatto di formaggi (6 soggetti) per un viaggio attraverso l'italia dai sapori unici i sapori diversi
4 formaggi a latte crudo di forte personalità a disposizione di chi vuole provare una ulteriore emozione…
Dessert
Tutto accompagnato da birre artigianali prodotte da Real Beer di Franco Fratoni – Firenze
Costo della serata 30,00 euro, è necessaria prenotazione presso Gastronomia Tempestini 0574466671
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